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Cacio Sburrante

Non può essere chiamato pecorino, ma definito cacio o formaggio in quanto realizzato non solo con latte di pecora, ma con l’aggiunta del latte di vacca, per questo definito anche formaggio misto o a due latti.
Questa definizione non tutti sanno che deriva dal latino “caseum” che attraverso gli anni si è sviluppato in caxo, poi casio, ancora cascio, ed infine si è definitivamente stabilizzato in càcio.
Altra provenienza invece per il nome formaggio che deriva dal greco “formos”, cioè il paniere di vimini destinato a riporre il latte cagliato, quindi utilizzato appositamente per la produzione del formaggio e per dargli appunto la dimensione. Il “formos” greco divenne poi la “forma” dei romani che, a sua volta, si trasformò, nell’antico francese, in “formage” per arrivare infine ad assumere le moderne versioni dell’italiano “formaggio” e del francese “fromage”.

Nella lavorazione di questo formaggio la cagliata viene rotta a dimensioni piuttosto grandi infatti si definisce una rottura a “noce-nocciola”, questo la tipologia di fermenti utilizzati sono i motivi per il quale la pasta sarà particolarmente cremosa.

Il nome poi, proviene dal fatto che quando un formaggio tende ad essere molto cremoso, dalle nostre parti, si definisce che è “sburrante”, pertanto ha preso questo nome, che non ha connotazioni di volgarità (a seconda se qualcuno ce la vuole trovare…), ma al limite vuol esser simpatico e ilare, come molti degli altri nostri formaggi.

Altra caratteristica è la crosta, che è fiorita, quindi edibile, profumata di fungo champignon fresco e particolarmente diversa dalla pasta oltre che per il sapore per la sua consistenza.

Ingredienti: LATTE di pecora e di vacca pastorizzato, fermenti lattici, caglio e sale.
Pezzatura: Kg 1,4 circa;
Confezionamento: forma nuda, incartata.
Durata del prodotto confezionato: 60 giorni;

Caratteristiche del prodotto:
Forma:
parallelepipedale a base quadrata, con facce piane irregolari e scalzo convesso irregolare con spigolo arrotondato;
Aspetto esterno: crosta sottile di color giallo paglierino, solitamente fiorita con colore bianco candido non uniforme con qualche macchia;
Aspetto interno: la pasta è di colore bianco avorio tendente al paglierino scarico, molle ed elastica, con un occhiatura abbastanza presente anche se disomogenea nella forma e nella distribuzione;
Odore: al naso di panna, burro e lievito, nella crosta un vegetale di fungo champignon fresco e un leggero sentore ammoniacale;
Sapore: al palato si presenta con la pasta leggermente adesiva e la crosta di una consistenza più granulosa e poco solubile, il sapore principale è il dolce medio, con una medio bassa acidità e leggermente salato e di media persistenza, cha aumenta se si mangia la crosta.

Disponibilità: tutto l’anno.

Abbinamenti gastronomici: visto la sua delicatezza, ben si presta sia ad essere gustato al naturale, inserito in un tagliere di salumi abbastanza sapidi per far da contrasto con la sua dolcezza oppure visto che oltre a fondere tende a filare leggermente anche per realizzare delle terrine con delle verdure.

Abbinamenti enologici: vino bianco leggero e poco aromatico oppure un rosso giovane poco alcolico e delicato.

VALORI NUTRIZIONALI MEDI  per 100 gr di prodotto:

  • Valore energetico KJ 1267 – kcal 306
  • Grassi gr 23
  • di cui acidi grassi saturi gr 15,79
  • Carboidrati gr 1,8
  • di cui zuccheri gr 0,39
  • Proteine gr 22,43
  • Sale gr 0,79

ALLERGENI: LATTE e derivati del LATTE.

Codice prodotto
00351

Unità di misura
Kilo

Tipo di confezione
Forma nuda incartata

Peso per confezione
Circa 1400 grammi

Forme per collo
4 forme

Modalità di conservazione
In frigorifero da 0°C a +4 °C

Mezzo di trasporto
Refrigerato da 0°C a +4°C

Durata del prodotto a confezione sigillata
60 giorni

Ordine minimo
1 forma

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