Cacio Sburrante al piatto

Non può essere chiamato pecorino, ma definito cacio o formaggio in quanto realizzato non solo con latte di pecora, ma con l'aggiunta del latte di mucca (50% p + 50%m), per questo definito anche formaggio misto o a due latti.
Questa definizione non tutti sanno che deriva dal latino “caseum” che attraverso gli anni si è sviluppato in caxo, poi casio, ancora cascio, ed infine si è definitivamente stabilizzato in càcio.
Altra provenienza invece per il nome formaggio che deriva dal greco “formos”, cioè il paniere di vimini destinato a riporre il latte cagliato, quindi utilizzato appositamente per la produzione del formaggio e per dargli appunto la dimensione. Il "formos" greco divenne poi la "forma" dei romani che, a sua volta, si trasformò, nell'antico francese, in "formage" per arrivare infine ad assumere le moderne versioni dell'italiano "formaggio" e del francese "fromage”.

Nella lavorazione di questo formaggio la cagliata viene rotta a dimensioni piuttosto grandi infatti si definisce una rottura a “noce-nocciola”, questo la tipologia di fermenti utilizzati sono i motivi per il quale la pasta sarà particolarmente cremosa.

Crosta non edibile.

Ingredienti: LATTE di pecora e di mucca pastorizzato, fermenti lattici vivi, caglio e sale.
Pezzatura: Kg 1,5 circa; 
Confezionamento: forma nuda, adagiata in un piatto.
Durata del prodotto confezionato: 120 giorni;

ALLERGENI: LATTE e proteine del LATTE.

Caratteristiche del prodotto:
Forma:
 scodellata, tipica anche dei pecorini toscani, cilindrica con facce piane e scalzo convesso e arrotondato;
Aspetto esterno: crosta sottile di color giallo paglierino, segnata dalla parte superiore dalla quadrettatura ottenuta dalle fuscelle nel momento della spurgatura del siero;
Aspetto interno: la pasta è di colore bianco tendente al paglierino, molle ed elastica, con un occhiatura abbastanza presente anche se disomogenea nella forma e nella distribuzione;
Odore: al naso di panna, burro e lievito;
Sapore: al palato si presenta con la pasta leggermente adesiva, ha un sapore delicatissimo ma molto appetitoso, leggermente salato e di media persistenza.

Disponibilità: tutto l’anno.

Abbinamenti gastronomici: visto la sua delicatezza, ben si presta sia ad essere gustato al naturale, inserito in un tagliere di salumi abbastanza sapidi per far da contrasto con la sua dolcezza oppure visto che oltre a fondere tende a filare leggermente anche per realizzare delle terrine con delle verdure.

Abbinamenti enologici: vino bianco leggero e poco aromatico oppure un rosso giovane poco alcolico e delicato.

VALORI NUTRIZIONALI MEDI  per 100 gr di prodotto:

  • Valore energetico kcal 306
  • Valore energetico KJ 1267
  • Grassi gr 23
    di cui acidi grassi saturi gr 15,79
  • Carboidrati gr 1,8
    di cui zuccheri gr 0,39
  • Proteine gr 22,43
  • Sale gr 0,79
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